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Storia
L'Etimologia PDF Stampa E-mail

Sull'origine del nome Gaggi, il Puzzollo Sigillo in un lessico toponomastico Siculo messinese, ritiene che il toponimo "Gaggi", derivi dall'arabo "Karigi" che tradotto significa "Canale d'acqua". Nel saggio di etimologia siciliana, Giuseppe Gioeni traduce la voce araba "Kaligi" con rivolo d'acqua o torrentello, che deriva dal termine “Kalig”, trasformato in "Ga(li)ggi" divenuto in seguito localmente Gaggi. Tale nome dagli Arabi, probabilmente, fu dato alla località ove in seguito sorse il paese.

Un'altra versione fa derivare Gaggi dal latino "Kaggi" che significa Capo, un nobile arabo che si presume abbia fondato il paese.

 
La "Kaliggi" fondata dagli Arabi PDF Stampa E-mail

Il territorio di Gaggi appartenne, alle origini, a Naxos, e rimase pressoché disabitato durante tutta la dominazione romana. Nel 902 d.C. venne conquistato dagli Arabi, che gli attribuirono il nome di “Kaliggi”, cioè Torrentello.

Nel 1078 il Conte Ruggero D’Altavilla riscattò il luogo, liberandolo dal dominio arabo, e lo donò al Monastero di Savoca perché vi costruisse alcuni mulini ad acqua vista la preziosa vicinanza del fiume Alcantara. Questa fase è sancita dal mutamento del nome della cittadina, che da “Kaggi” diventa “ Schaggi”.

Nei secoli successivi, fu sempre dipendente da Taormina, divenendo un possedimento feudale dei Barrile, marchesi di Mongiuffi. In particolare, nel 1639, Giuseppe Barrile, tramite la Regia Corte di Francia, acquistò al prezzo di 4800 onze, il titolo di Barone di Melia e di Marchese sul territorio di Schaggi. Nella cura del marchesato di Gaggi gli succedette il figlio primogenito Giovanni Maria, che rimase proprietario per diversi anni, e successivamente il Marchese Paolo Girolamo Pallavicino di Genova. Quest’ultimo, dopo poco tempo, lo vendette ai Principi Branciforti di Scordia.

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