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L'addomesticamento del paesaggio PDF Stampa E-mail

 

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La Valle dell’Alcantara racchiude quasi tutti gli aspetti vegetazionali presenti in Sicilia. Vicino al mare sono riscontrabili le essenze arboree tipiche del clima caldo mediterraneo, mentre man mano che ci si allontana dalla costa predominano alberi e piante tipiche degli habitat collinari e montuosi. In particolare è da segnalare la sopravvivenza del platano orientale, che è presente anche lungo alcuni affluenti del fiume e che alcuni studiosi classificano come sottospecie autoctona, e i boschi misti a roverella e leccio.

 

La presenza dell’uomo fin dal neolitico ha inciso drasticamente sugli elementi vegetazionali del territorio cambiando nel corso dei millenni il paesaggio agrario. Bisogna far risalire alla civilizzazione romana la profonda trasformazione di questo territorio con i primi impianti colturali e l’esportazione dei prodotti agricoli fino a Roma, come il rinomato vino taorminese, e l’incremento delle aree produttive a partiredalla costa e lungo le propaggini collinari dei monti Peloritani e dell’Etna. Bisogna aspettare il XVII secolo per iniziare a trovare attendibili testimonianze relative allo sviluppo agricolo del territorio, legato alle famiglie nobiliari, artefici dello sviluppo di villaggi e dello sfruttamento delle colture agricole. Così mentre la regione costiera, caratterizzata da terreni alluvionali particolarmente fertili, si prestava per la produzione di ortaggi e legumi, mano a mano che si risaliva la valle un microclima migliore favoriva la produzione di agrumi e frutta. I dati relativi alla capacità agricola del territorio fra il XVIII e il XIX secolo, informano che in gran parte i terreni erano piantati a vigne, uliveti, gelseti, noccioleti, biande, e si esportavano olio, legumi, vino, castagne e seta. Ancora oggi sono presenti un po’ dovunque l’ulivo, il mandorlo e tracce di quei piccoli appezzamenti da seminativi necessari all’uso familiare. Le caratteristiche chimiche del territorio di Castiglione e Randazzo favoriscono la produzione di nocciole e castagne mentre, poco lontano, la pianta di Mojo Alcantara si è proposta per alcune colture intensive specializzate, come quelle degli ortaggi e di pregiate pesche. Tra le tante varietà merita una particolare mensione la pesca tabacchiera, dalla caratteristica forma schiacciata e dal gusto dolcissimo e profumato. Il paese di Graniti,sorto nella valle del torrente Petrolo, è da sempre famoso per la produzione di ciliegie. Il paesaggio è venuto ad essere condizionato e dunque lentamente “rielaborato” dalle attività umane, variando non solo per il tipo e la dimensione dei coltivi, ma anche per tutti quegli interventi necessati alla manutenzione, alla difesa, alla percorribilità dei terreni. Le proprietà sono in genere delimitate da caratteristici muri secco che hanno anche la funzione di proteggere le colture dai venti. Dal lento e faticoso lavoro per dissodare i terreni agricoli si sono formati i caratteristi “casteddi”, tipiche torrette di pietra presenti soprattutto nel versante etneo, oggi integrati nel paesaggio e diventati rifugio naturale per molte specie di piante ed animali. Un elemento vivo del paesaggio è poi la presenza umana abbastanza costante,dato che certe colture richiedono in media 300 giornate di lavoro per ettaro. Così è possibile assistere normalmente alle attività di piantumazione, potatura, sarchiatura, irrigazione, raccolta e trasporto dei prodotti, così come alla vendita diretta di questi ai bordi delle strade più transitate. Con l’inizio del’900 comincia la fase di declino e di abbandono dei territori montani. Crisi che si accentua maggiormente negli anni ’50 quando la società contadina si sfalda con un radicale trasferimento nei più grandi centri urbani. Dopo questo periodo nuove frontiere si sono aperte per lo sviluppo del territorio, con l’affermarsi dell’agricoltura biologica che tende a tutelare specie fruttifere tipiche dei luoghi ed una migliore qualità produttiva garantita da certificazioni di origine controllata. Il grande lavoro di riforestazione e tutela del patrimonio boschivo sta di fatto diventando volano di uno sviluppo eco-compatibile offrendo infinite opportunità al turismo naturalista. In questo contesto di forte iniziativa privata purtroppo ancora vengono a mancare leggi specifiche perla tutela del patrimonio vegetazionale ed agrario che rafforzerebbero incisivamente un sicuro processori sviluppo.

 
 
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