spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
Home arrow Il Fiume arrow Le dinamiche dell'insediamento
Le dinamiche dell'insediamento PDF Stampa E-mail

Nell’alto medioevo piccoli casali bizantini, con abitazioni anche decentrate ma orbitanti intorno a piccole chiese, fanno riferimento ad alcune realtà monastiche greche. I casali sorti in età araba ricalcano forse tali impianti (Graniti, Gaggi, Calatabiano); a quest’epoca sono da riferire numerosi siti di frequentazione o abitazione troglotica sparsi lungo la direttrice fluviale su spuntoni o ripari nei banchi di arenaria. La conquista normanna fu motivo per una ricostruzione di vecchi centri o nuove fondazioni, in luoghi arroccati e facilmente difendibili, peraltro muniti di solidi fortilizi abitati dai Signori feudali. Più tardi, Motta Camastra venne rifondata in un sito più vicino al fiume per una maggiore capacità di controllo ma sempre in una posizione estremamente forte, a cavallo di uno sperone di rocce a strapiombo. Randazzo fu una forte città murata, che raccolse tre nuclei di diversa cultura attorno alle precipue chiese, rimanendo una realtà urbana significativa e demograficamente solida fino all’edificazione del vicino centro di Bronte nel XVI secolo, comunque sempre condizionata da eventi distruttivi(terremoti, eruzioni dell’Etna). Castiglione, col suo inespugnabile castello fu un caposaldo di un sito chiave nella difesa del territorio. L’aumento di popolazione e la maggiore agiatezza permisero l’accrescimento dei centri (a Francavilla l’espansione del nucleo di Contarato), attrati dai nuovi siti occupati da nuove ricche edificazione monastiche. Lo stato sicurezza cui si era pervenuti nel XVIII secolo, insieme ai miglioramenti delle culture e a uno sviluppo dei commerci, porto da una parte lo spopolamento di alcuni nuclei medievali favorendo le espansioni “in piano” (Francavilla, Calatabiano) e dall’altra alla stanzialità presso i luoghi del lavoro agricolo; vennero a moltiplicare piccole case, “casaleni” e necessarie, poi sempre più gli aggregati di abitazioni contadine o le grandi ville dei proprietari terrieri con annessi cappella, magazzino, palmento, cisterna e stalla. Allo stesso tempo venne a incrementarsi e definirsi un organico sistema di strade, talvolta in terra battuta, altre volte pavimentate con basole e delimitate da muri a secco, funzionale fino all’apertura delle strade rotabili. Il minore isolamento produsse una lenta crescita delle piccole borgate, come Margariello, Fondaco Motta, Mitogio, Castrorao. Le fondazioni seicentesche videro crescere il numero dei loro abitanti; Randazzo, per il tributo di forze dato ai suoi casali, ne riduceva il numero quasi di mille unità, per recuperare solo nel secolo successivo. Il XIX secolo segnò una complessità di fenomeni, dovuti alle mutate condizioni politiche ed economiche; va segnalato il comparire di una nuova e significativa realtà urbana qual’era quella “dei Giardinelli”, sul litorale di Taormina e il crollo del numero di abitanti di Mojo, paese situato in un posto chiave per i commerci e sede di un fiorente mercato del bestiame, ma in parte abbandonato a favore di Malvagna, forse per “l’aria malsana” di cui riferisce il Di Marzo; entrambi i centri furono riuniti in un unico comune col nome di Lanza, dal 1928 alla caduta del fascismo. Nel secolo scorso, e soprattutto nella seconda metà, sospinti dalla forte ripresa economica del dopoguerra i centri si sono ampliati notevolmente, come alcuni borghi posti sulle direttrici stradali (Trappitello) e sulla costa anche sulla scia dello sviluppo turistico del polo taorminese.

 
 
< Prec.
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB