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Alberi della Valle PDF Stampa E-mail

 

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La valle dell'Alcantara è una delle più verdi e floride della Sicilia. La forte azione dell'uomo, esercitata da millenni, ha sconvolto enormemente l'ambiente naturale primitivo riducendo le belle e ricche foreste spontanee di platani e lecci, di querce e di faggi, di castagni e di pini in distese di macchia secondaria, di garigà e di steppa, con conseguenti rarefazioni della fauna.

 

Se escludiamo la parte più elevata del piano mediterraneo basale e il piano montano dell'Etna, possiamo ben dire, purtroppo, che la vegetazione arborea spontanea si è rifugiata nelle poche aree naturalmente più protette dalla mano distruttiva dell'uomo. Lembi di antiche foreste spontanee di querce, di Roverelle, di ortaggi e di pini restano, per esempio, su monte Croce Mancina, nella parte più inaccessibile dei torrenti Roccella e Sghiccio, nel vallone Umbro, a nord di Francavilla, quasi impenetrabile per la presenza di enormi blocchi di arenaria provenienti da preistorici smottamenti di terreno; ed ancora, lungo le selvagge ripe del fiume Alcantara, incassato tra i basalti lavaci, dove cresce una fitta e florida vegetazione spontanea con platani e salici. Alle sorgenti troviamo le faggete più meridionali d'Europa. Tra gli arbusti tipici ricordiamo l'agrifoglio. Lungo le pendici dei monti Nebrodi, là dove il clima è meno freddo ed umido, il paesaggio della Valle è dominato dalla presenza di querce caducifoglie; tra queste la principale specie è la Roverella (Quercus Pubescens). Ai boschi di Roverella si alternano piccoli boschi di castagno (Castanea Sativa), una delle piante arboree più belle e maestose della montagna mediterranea. Il sottobosco dei querceti è vivacizzato dai grandi fiori rosso intenso della peonia, dalla ginestra e dalla rosa canina. Lungo le sponde del fiume si incontrano inoltre splendidi pioppi misti a varie specie di salici e dai vistosi e profumati oleandri che ravvivano con i colorati fiori le oscure rocce basaltiche. L'uomo ha introdotto anche alcune specie estranee alla nostra vegetazione che, sfuggendo da giardini o campi coltivati, si sono ottimamente naturalizzati occupando i vuoti lasciati dalla vegetazione originaria distrutta. Esempi ci sono dati sia dalla forte presenza del fico d'India e dell'agape, sia dai nuovi rimboschimenti forestali a pino domestico, eucalipto e cipresso.

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La vera ricchezza della valle è inoltre la macchia mediterranea. Da ricordare è la mandragora dai fiori violetti, l'acanto, la bocca di lupo, il gladiolo dei campi e la malva.Infine, i luoghi aperti incolti e soleggiati o i pendii ghiaiosi e calcari sono gli ambienti più particolari della valle nei quali è facile trovare le rare orchidee, mentre lungo le sponde del fiume vi è una rigogliosa vegetazione acquatica tra cui spiccano la tifa o mazza sorda, la cannuccia di palude e l'iris d'acqua.

 

 
 
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