Festa di S.Antonio Abate - I dom. di Settembre

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E' ritenuta la festa più importante del paese. La chiesa dedicata  al Santo Patrono viene addobbata a festa e le campane suonano a distesa. Dopo la Messa, durante la quale viene distribuito ai fedeli il pane benedetto ed il tradizionale “ frummentu bugghiutu”, i giovani vestiti di bianco, con un cordone al fianco simbolo di fede e di penitenza, portano la statua a spalla per le vie del paese. Fiori, basilico, grano piovono dai balconi e dalle finestre. La giornata si conclude con l'accompagnamento del santo alla sua nicchia è lo spettacolo dei fuochi d'artificio.

La Vita di S. Antonio Abate

Antonio nacque a Coma in Egitto intorno al 251, figlio di agiati agricoltori cristiani. Rimasto orfano prima dei vent’anni, con un patrimonio da amministrare e una sorella minore cui badare, sentì ben presto di dover seguire l’esortazione evangelica “se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi e dallo ai poveri”. Così, distribuiti i beni ai poveri e affidata la sorella ad una comunità femminile, seguì la vita solitaria che già altri anacoreti facevano nei deserti attorno alla sua città, vivendo in preghiera, povertà e castità. Si racconta che ebbe una visione in cui un eremita come lui riempiva la giornata dividendo il tempo tra preghiera e l’intreccio di una corda. Da questo dedusse che, oltre alla preghiera, ci si doveva dedicare a un’attività concreta che divenne il famoso motto “ora et labora”, della regola benedettina. Così ispirato condusse da solo una vita ritirata, dove i frutti del suo lavoro gli servivano per procurarsi il cibo e per fare carità. In questi primi anni fu molto tormentato da tentazioni fortissimi, dubbi lo assalivano sulla validità di questa vita solitaria. Consultando altri eremiti venne esortato a perseverare. Lo consigliarono d i staccarsi ancora più radicalmente dal mondo. Allora, coperto da un rude panno, si chiuse in una tomba scavata nella roccia nei pressi del villaggio di Cova. In questo luogo sarebbe stato aggredito e percosso dal demonio; senza sensi venne raccolto da persone che si recavano alla tomba per portargli del cibo e fu trasportato nella chiesa del villaggio, dove si rimise. In seguito Antonio si spostò verso il Mar Rosso sul monte Pispir dove esisteva una fortezza romana abbandonata, con una fonte di acqua. Era il 285 e rimase in questo luogo per 20 anni, nutrendosi solo con il pane che gli veniva calato due volte all’anno. In questo luogo egli proseguì la sua ricerca di totale purificazione, pur essendo aspramente tormentato, secondo la leggenda, del demonio. Con il tempo molte persone vollero stare vicino a lui e, abbattute le mura del fortino, liberarono Antonio dal suo rifugio. Antonio allora si dedicò a lenire i sofferenti operando, secondo tradizione, “guarigioni” e “liberazioni dal demonio”. Il gruppo dei seguaci di Antonio si divide in due comunità, una a Oriente e l’altra a Occidente del fiume Nilo. Questi Padri del deserto vivevano in grotte e anfratti, ma sempre sotto la guida di un eremita più anziano e con Antonio come guida spirituale. Antonio contribuì all’espansione dell’anacoretismo in contrapposizione al cenobitismo. Nel 311 Antonio tornò ad Alessandria per sostenere e confortare i cristiani perseguitati dall’imperatore Massimino Daia.

  

Le reliquie

Nel 1561 le sue reliquie vennero traslate ad Alessandria d’Egitto presso la chiesa di S. Giovanni.Verso il 635, in seguito all’occupazione araba dell’Egitto, furono spostate a Costantinopoli. Nel XI sec. Il nobile Francese Jocelin de Chateau Neuf le ottenne il dono dall’imperatore di Costantinopoli e le portò in Francia nel Delfinato. Nel 1070 il nobile Guigues de Didier fece costruire nel villaggio di La Motte presso Vienne una chiesa dove vennero traslate.

 

Fiera del Bestiame

Settembre :Si svolge in Piazza Marconi, nel centro dell'abitato. In essa è possibile anche gustare prodotti tipici siciliani come la ricotta fresca e il gustoso caciocavallo.

 

Artigianato

L'artigianato locale produce oggetti in ferro battuto, e dei merletti al tombolo (particolare tipi di ricamo fatto con gli aghi)

 

Sport 

Lo sport più seguito e praticato è il calcio. Attualmente la società “A.S.D. Santa Domenica Vittoria” gioca nel campionato di seconda categoria.

 

La banda musicale 

Nella piccola cittadina, intorno agli anni '50 del secolo scorso esisteva una orchestrina che costituiva la cosiddetta “fanfara”, diretta dal maestro Filippo Raffaele. I musicisti erano: Luigi Gemmellaro, Antonio Perdichizzi e Giuseppe Baratta alla tromba; Antonio Di Pietro e Vito Palmeri al clarinetto; Antonio Matera al basso; Antonio Baratta ai piatti; Giovanni Aiello alla grancassa; Ninì Scaffidi al tamburo.