Un luogo dominato dal vulcano

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Mojo offre visioni paesaggistiche suggestive: le giogaie verdeggianti dei monti sui quali, da qualche tempo, è ricomparsa l'aquila reale; l'Etna ammantata di bianco; le rapide in contrada “Mulino”.

Qui le acque spumeggiano tra tortuose e profonde pareti laviche sulle quali nidificano diverse specie di uccelli acquatici; il tronco di cono di “Monte Mojo” che in epoca preistorica vomitò il magma che raggiunse lo Jonio dove formò il capo su cui i Greci fondarono la loro prima colonia in Sicilia (Naxos) è più a monte le famose “Gole dell'Alcantara”.

 

Il Vulcanetto

 

Poco a nord dell'abitato di Mojo si staglia in tutta la sua maestosità un conetto vulcanico dalla tipica forma tronco-conica. Ci si arriva dirigendosi verso la zona del campo sportivo ed imboccando, sulla sinistra, uno stretto sentiero non molto ripido da percorrere con suole anti scivolo. Giunti sulla sommità, oltre ad osservare tutta la parte centrale della Valle dell'Alcantara, da Francavilla a Randazzo, con sullo sfondo l'Etna, si può fare il giro del cratere e scendere giù dove un tempo c'era la bocca eruttiva; lì, la scena che si presenta è quella di un "anfiteatro" naturale, simile per conformazione al catino di un'arena o di uno stadio di calcio, ricoperto da una rigogliosa vegetazione che, nel corso dei millenni, ha preso il sopravvento sull'arido e brullo paesaggio lavico.Volgendo lo sguardo verso nord, si notano invece i resti di un cono piroclastico, sicuramente precedente alla formazione della maggiore struttura di Monte Mojo. Particolare nel suo genere, il vulcano di Mojo è il più eccentrico ed insieme il più settentrionale dei coni avventizi dell'Etna. L'edificio vulcanico è alto 703 metri sul livello del mare ed il suo diametro alla base è di circa 700 metri. E' convinzione comune, anche perché suffragata da notizie riportate in antichi testi scientifici, che fu proprio questo vulcanetto ad aver eruttato, forse mille anni prima della nascita di Cristo, la lingua di lava lunga una trentina di chilometri che, giunta nel mare antistante Taormina, ha formato la penisola di Capo Schisò sulla quale, nell'Vlll secolo a.C., il calcidese Teocle fondò la cittadina di Naxos. L'eruzione del vulcanetto di Mojo avrebbe anche originato le Gole dell'Alcantara.