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Il nome è una variazione del termine foresta, forse contaminato da flos,, floris, fiore. Etimologicamente, secondo un’ antica leggenda, il nome di Floresta deriva da Malva per l’abbondanza di tale erba nel territorio malvagnese.
 
Nel 1565 Giacomo Garagozzo di Randazzo donò il latifondo di Floresta al figlio Giacomo che, fattosi sacerdote, nel 1604 lo vendette a Silvia Abate, moglie del barone di Moio Pietro Lanza Solima; lo ereditò il loro secondogenito Giovanni che, nel 1618, sposò Francesca Cibo.
 
La giovane sposa morì appena quindicenne lasciando al marito una cospicua dote grazie alla quale il latifondo fu trasformato in feudo. Così nacque il feudo di Floresta, alle spalle e più in alto rispetto a Moio e alla Valle dell'Alcantara, dove a quel tempo imperava la malaria. Il nucleo iniziale di Floresta era poco esteso: le abitazioni furono distribuite singolarmente o a gruppi, mai raccolti, ma in un sistema tale da essere collegate tra di loro in modo da formare una sorta di "muro.
 
Incerte sono le origini del borgo che si crede sia stato fondato nei primi anni del seicento nell'attuale Rocca di S. Giorgio che dista circa un chilometro dall'esistente centro abitato. Nel 1619 il feudo, per privilegio di Filippo III, godette del titolo di marchesato. Nel 1675 divenne marchese di Floresta il principe Paolo Andoino, ai cui discendenti rimase fino alla metà del secolo.