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Il nome “Randazzo” potrebbe essere una forma derivata (“Randacium”), in seguito a diverse modifiche e storpiature, da “Trinacium”, la più antica città che sorse in questo sito, oppure potrebbe prendere il nome da un qualche parente non meglio identificato del governatore di Taormina, di cognome “Randas” appunto, mandato a morte nel 934.
 
Le origini di Randazzo, nonostante i numerosi studi, sono ancora ammantate dal dubbio. Secondo la mitologia sarebbe stato il gigante Piracmone a fondare la città. Il primo vero nucleo abitativo si formò intorno al 403 a.C. quando i cittadini di Naxos, fuggendo dalla distruzione della loro città ad opera dei colonizzatori greci, risalirono l’Alcantara e si stanziarono nel luogo in cui oggi sorge Randazzo, probabilmente fondendosi con le esigue popolazioni contadine indigene.
 
Fu conquistata dai Romani e in seguito dagli Arabi, dai Bizantini e dai Normanni. Dopo il suo coinvolgimento nei “Vespri siciliani conobbe un periodo florido, conclusosi ai tempi della dominazione spagnola, a partire da Carlo V che vi si fermò per qualche giorno e la onorò del titolo di “città”.
 
Poco dopo essere stata onorata del titolo di civitas Randatii fu stravolta dalla colata lavica del 1536 , dalla peste e da una terribile alluvione.
 
Ai tempi dell’Unità d’Italia, ospitò lo spietato generale Nino Bixio che si rese responsabile dei celebri “eccidi di Bronte”. Tra il luglio e l’agosto del 1943 fu quasi totalmente distrutta dagli 84 bombardamenti delle truppe aeree anglo-americane che colpirono il contingente militare tedesco .