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CHIESA MARIA SS. DELLE GRAZIE. Costruita nel 1652 . L’interno è ad una sola navata, con cappelle laterali, ed è ricco di affreschi con raffigurazioni di Santi e scene del Vecchio e del Nuovo Testamento. La cupola è decorata a spirale a stucco con motivi geometrici convergenti nel cerchio centrale. L'abside dietro l’altare maggiore presenta una tela con effigiata la Madonna dipinta nel 1918 dal pittore Di Leo. Vi si conserva uno dei più bei Crocifissi scolpiti da Frate Umile da Petralia.
 
MUSEO ETNOGRAFICO "PADRE ACHILLE QUATTROCCHI". Trovasi in Piazza Municipio. Vi si custodiscono antichi arnesi, attrezzi e utensili domestici utilizzati dagli abitanti della valle Alcantara. L’ingresso è libero e la visita del museo può essere fatta telefonando al comune di Mojo Alcantara e chiedendo un appuntamento telefonico.
 
IL CROCIFISSO DI FRATE UMILE DA PETRALIA. Nella Chiesa di Maria SS. Delle Grazie si conserva uno dei più bei Crocifissi scolpiti da Frate Umile da Petralia, un grande artista siciliano, nato a Petralia nel 1600 e morto il 9 febbraio 1639, autore di sculture di eccezionale potenza figurativa, più di trentatré Crocifissi in legno, esposti in varie Chiese della Sicilia, Calabria, Campania. Il Crocifisso di Mojo Alcantara tocca profondamente l’animo del fedele per la sua intensa drammaticità nella raffigurazione della sofferenza di Cristo, per l’abbondante sangue proveniente dalle ferite e i numerosi segni del martirio. L’intesa meditazione di Frate Umile sui dolori della passione contribuì molto a tali risultati artistici. La scelta del tipo di legno robusto era usata solo per la realizzazione della Croce, preferendo invece, per i Crocifissi, un tipo di legno più morbido: il pioppo, l’abete, l’olmo, l’ulivo, ecc…, che meglio si prestavano all’uso della sgorbia per l’intaglio. La tecnica pittorica preferita da Frate Umile era la “tempera grassa”, terre impastate con colla e trattate con oli. Venivano evidenziate le tonalità rosse del sangue e violacee delle lividure e delle tumefazioni, dovute alle percosse, sparse sul corpo di Cristo. Per rendere più omogenea la lucidità trattava l’opera con più mani di olio di lino, di noce o di papavero.
    EFFETTI PARTICOLARI :
Per realizzare il sangue della ferita del costato veniva utilizzata la ceralacca che rendeva più voluminosa e realistica la fuoruscita del sangue, da suscitare una grande emozione. Le vene rigonfie venivano ottenute con l’uso dello spago. Per rendere più realistiche le ferite, Frate Umile applicava la pergamena, abilmente incollata, che dava l’effetto della pelle squarciata. L’opera si colloca nel periodo della maturità artistica dello scultore, non antecedente al 1633.