Header
Servizio Civile Nazionale I.Svi.L Regione Sicilia Progetto S.C.N 2007 come contattarci Progetto 2011/2012 Pagina iniziale Ricettività Regione sicilia
 
Menu
 
MUSEO ARCHEOLOGICO PAOLO VAGLIASINDI
    Castello Svevo. Tel. 095/7990064
    Orario: 09.00-13.00- 15.00-20.00 tutti i giorni
    Euro 1,60, euro 1,00 (2 musei: 2,60)
     
La collezione Vagliasindi è una delle più importanti attestazioni archeologiche della zona Etnea. Nata dagli scavi effettuati in proprio dal Barone Vagliasindi tra il 1885 ed il 1890 nel suo noccioleto di Contrada S. Anastasia, a 6 Km circa da Randazzo, costituisce un unicum nel suo genere per l’abbondanza e la varietà di reperti di cui si compone. Il Vagliasindi rinvenne nel terreno di sua proprietà una vasta necropoli per lo più costituita da tombe alla “ Cappuccina “, cioè formate da grossi tegoloni disposti a spiovente.
 
MUSEO CIVICO DI SCIENZE NATURALI
    Via Cesare Beccaria, 1 tel. 095 921615
    webmaster@comune.randazzo.ct.it
    Piazza Roma. Tel. 095 7991214
    Orario: 9.00-13.00- 15.00-20.00 tutti i giorni
    Euro 1,60, euro 1,00 (2 musei: 2,60)
  •  
Museo di Scienze Naturali venne istituito nel 1983, al fine di consentire la conservazione e la corretta utilizzazione della “ Collezione Ornitologica Priolo “ nei luoghi ove è stata realizzata ad iniziare dagli anni trenta. Il Museo ha lo scopo di contribuire al progresso ed alla diffusione della cultura naturalistica oltre che alla tutela dell’ambiente ed al rispetto di ogni forma di vita
 
LE MURA E LE PORTE. Randazzo era circondata da una cinta muraria lunga circa 3 Km, probabilmente di epoca sveva, con 8 torri e 12 porte, visibile ormai solo per brevi tratti. Rimangono oggi soltanto una torre (il Castello) e quattro porte.
  •  
  • Porta Aragonese: si apre sul tratto più lungo delle mura superstiti, e deve il suo nome al fatto che Re Pietro d’Aragona, restaurandola assieme alle mura, vi fece apporre, accanto allo stemma di Randazzo, il proprio e quello della moglie Costanza, tuttora visibili. Detta anche Porta di San Giuliano, o più comunemente «Porta ‘o mustu», perché nei suoi pressi avevano stanza i doganieri addetti al controllo dei prodotti che entravano in città.
  •  
  • Porta San Martino: su un breve tratto residuo di mura, è detta anche Porta Palermo, o Porta San Cristoforo, dall’immagine del Santo che un tempo vi era affrescata, poi scomparsa, ma sostituita nel 1983 da una composizione in ceramica policroma del prof. Nunzio Trazzera.
  •  
  • Porta San Giuseppe: è una posterla che si apre alla sommità di una breve scalinata, in prossimità del luogo dove sorgeva un tempo l’omonima chiesa. Lungo via S. Margherita si trova la Porta Pugliese, altra posterla prospiciente le balze deIl’Alcantara.
  •  
    IL CASTELLO. Visibile da Piazza San Martino, posta su uno strapiombo di roccia lavica, è l’unica superstite delle Otto torri messe a guardia della Città sulla cinta muraria. Esistente già ai tempi di Federico II di Svevia, occupava probabilmente un’estensione maggiore di quella attuale.
      Fu sede del Giustiziere del Valdemone, diventando così luogo di detenzione di prigionieri e condannati a morte (le finestre con inferriate del lato nord si affacciano addirittura sulla Timpa di S.Giovanni, dove si innalzava il patibolo), per poi passare, attraverso alterne vicende, alle famiglie Romeo e Vagliasindi, che ne assunsero il titolo, ed infine venire destinato a carcere mandamentale.
      Luogo orrido e buio, con le cellette a forno, il pozzo dei sepolti vivi che venivano calati con la carrucola, la camera della tortura, la galleria dei teschi; oggi restaurato e restituito alla cittadinanza, col suo nobile prospetto, il portale sovrastato dall’aquila sveva, la torre merlata, è stato trasformato in un centro culturale permanente, ospita mostre ed esposizioni d’arte, un’interessante collezione di Pupi siciliani, e dal 1998 è sede del Museo archeologico Paolo Vagliasindi.
     
    LA CASA DI VIA ORTO. Da un portale in pietra lavica a tutto sesto, sormontato dallo stemma nobiliare, si ac-cede a due cortili contigui e comunicanti. Al centro del secondo cortile campeggia una cisterna ottagonale in pomice scolpita ed intagliata, con nicchie e lavatoi (Sec.XVI-XVII).
     
    IL PORTALE DI VIA FISAULI (XIV SEC.) dove la pietra lavica cesellata artigianalmente raggiunge una estrema finezza di disegno. Via dell’Agonia, coni resti della chiesetta del XIV secolo, dal portale archiacuto, e una casa, unico esemplare rimasto di abita-zione borghese del XIV secolo: la facciata presenta un portale
    Pagina Successiva