La tavola rotonda sulla rivoluzione del Maghreb ha conquistato l’interesse del pubblico del Festival di Taormina

Reportage a cura di Ruvituso Walter, Simona Cingari, Inez D’Agostino, Debora Lombardo.

La mattina della sesta giornata del Taormina Film Festival ha visto lo svolgersi di una tavola rotonda, presieduta dalla direttrice artistica Deborah Young, dedicata alla “Rivoluzione Maghreb”, alla quale hanno preso parte personaggi di spicco del cinema maghrebino, come Ibrahim El Batout (regista), Habib Attia (produttore), Mourad Ben Cheikh (regista), e Leila Kilani (regista e documentarista).
Il tema principale della giornata è stato la cosiddetta “primavera araba”. Il filo conduttore della conversazione, invece, è stato il valore scatenante delle proteste popolari

rappresentato dalle immagini pubblicate sui diversi social network, a partire da Facebook, che popolano la rete, e su come il cinema e i cineasti si relazionino con essa.
Per il regista Mourad Ben Cheikh: “Si è compreso che la maggioranza si era spostata quando tutti hanno pubblicato la bandiera della Tunisia come foto sul proprio profilo di Facebook, un modo complementare nuovo che ha unito la popolazione tunisina”.
Il regista egiziano del film in concorso Hawi, Ibrahim El Batout ha sottolineato che : “Facebook ha avuto un grande impatto anche in Egitto; un ruolo importante lo hanno avuto anche i tifosi di calcio che sono stati i primi ad opporsi alle cariche di polizia”.
Leila Kilani regista di Sur La Plance, film vincitore di tre Golden Tauro nell’edizione 2011 ha aggiunto che : “In Marocco, il cambiamento sta avvenendo in modo lento e meno spettacolare, forse un po’ sterile. Ho ambientato il mio film a Tangeri, una città nella quale sono presenti numerose società straniere che impiegano manodopera, e ho cercato di interiorizzarla nello sguardo delle protagoniste”.
Per Tarak Ben Ammar, produttore cinematografico tunisino che ha legato il suo nome a film di successo come Star Wars e La Passione di Cristo: “Le persone che utilizzano social network come Facebook, Twitter e che potevano vedere le stesse immagini, gli stessi video, sono stati spronati ad una reazione. Ci siamo resi conto che è pericoloso vedere che le persone possono essere motivate con delle immagini”. Inoltre ha aggiunto: “La cosa che mi ha sorpreso maggiormente è che le rivolte sono state guidate non solo dalle classi inferiori, ma anche dalla borghesia, gente colta, estremamente civilizzata, e utilizzavano mezzi pacifici. Per me è stata una rivoluzione il modo in cui ho percepito la mia nazione, è sorprendente il modo in cui la gente è riuscita ad organizzarsi”.
La tavola rotonda, animata da produttori, registi e interpreti, che hanno raccontato e spiegato i grandi movimenti che stanno rivoluzionando la sponda africana del Mediterraneo, ha raccolto l’interesse del pubblico che ha affollato la sala della Fondazione Roma – Mediterraneo del Palazzo dei Congressi di Taormina.


Notizie, Taormina Film Fest 2011

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