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Il RECUPERO DELLA TRATTA FERROVIARIA ALCANTARA - RANDAZZO RIMANE UN SOGNO NEL CASSETTO!
 
In fondo all’articolo, riprese video e fotografiche di Conti Margherita, Cundari Valentina, Tosto Jenny, Santoro Rita.
 
Gaggi, 5 Agosto 2011. Nè il Parco Fluviale dell’Alcantara, né la Regione Sicilia, né le Province Regionali di Messina e di Catania, né il Ministero per le infrastrutture e i trasporti, nè i sindaci dei comuni valligiani, ne gli operatori turistici locali, né la Circumetnea ( che ne è proprietaria), così come Trenitalia, nonostante annunci ed incontri ad “alto livello”, sono riusciti, ad oggi, a gettare le basi per un auspicabile concreto recupero della tratta ferroviaria Alcantara (Taormina) – Randazzo (Etna) - inaugurata il 4 Giugno 1959, dichiarato “ ramo secco” negli anni 90 e, quindi, dismessa dalle Ferrovie dello Stato nel 2002 - da destinare al potenziamento ed alla qualificazione del circuito turistico Taormina – Valle Alcantara - Etna .
 
Per promuovere una adeguata campagna a favore del suo recupero, che intendiamo portare avanti e sostenere, anche attraverso la sensibilizzazione degli abitanti e degli operatori turistici dei comuni valligiani, abbiamo deciso di condurre un indagine sullo “ stato attuale della tratta“ che documentiamo, di seguito, con fotografie e riprese video effettuate dai volontari del servizio civile Gaggi&Valle Alcantara, assegnati alla soc.coop. ISVIL di Gaggi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
 
Dalla documentazione, che ne abbiamo ricavato, la tratta ferroviaria e gli edifici nelle stazioni (biglietteria, locali merci, servizi etc, aree esterne) si presentano in stato di totale abbandono e degrado.
 
Il recupero della tratta, a nostro parere, consentirebbe la valorizzazione del territorio ambientale, naturale e paesaggistico della Valle Alcantara. La ferrovia riattivata, inoltre, favorirebbe uno sviluppo eco-turistico della Valle dell'Alcantara ed un uso sostenibile del territorio del Parco fluviale dell’Alcantara, ricadente nelle province di Messina e di Catania, interessate, peraltro, dalla presenza di due importantissimi vettori turistici quali i campi da golf di Castiglione di Sicilia e di Trappitello di Taormina, quest’ultimo di prossima apertura.
 
La conversione della ferrovia offrirebbe molti vantaggi all’economia “ debolissima” del territorio alkanterino: un accesso alternativo del territorio, il potenziamento delle attività di trasporto e vendita dei prodotti tipici della valle, la riqualificazione dell’offerta turistica che, in questi ultimi anni, si è sviluppata attraverso la realizzazione di alberghi, di pensioni, di iniziative agrituristiche, di ristoranti, di maneggi, di campi da golf e di tennis, di campi di calcetto, di piscine etc.
 
L’eventuale utilizzo di un “treno d'epoca”, inoltre, sul quale far convergere i notevolissimi flussi turistici, attirati nel territorio dalla presenza di Taormina, di Giardini Naxos, delle Gole dell’Alcantara, attraversando ambienti integri, paesaggi e siti naturali, collegati, con navette, ai “borghi antichi” caratteristici della zona ed al Parco dell’Etna, eserciterebbe una forte attrattiva turistica.
 
L’arduo compito di favorire tale prospettiva, attraverso una concreta e rapida riapertura della tratta ferroviaria Alcantara Randazzo, passa attraverso l’impegno di tutti, soprattutto dei diretti fruitori, che sono gli abitanti della Valle Alcantara, che devono far sentire la propria voce in maniera forte e chiara, ma anche di quello, parimenti importante, dei Comuni e dei Sindaci, di quello dei parlamentari regionali e nazionali, di quello del Parco Fluviale dell’Alcantara e del Parco dell’Etna, con il sostegno della stampa libera e indipendente e degli operatori turistici locali che devono insieme dare voce alla richiesta legittima di fare rivivere la ferrovia abbandonata.
 
Per condurre tale campagna di sensibilizzazione noi ci siamo e ci saremo e voi ci siete? e sarete al nostro fianco? Se lo vogliamo tutti insieme il sogno può diventare realtà.
 
La redazione del sito www.alcantaravalley.info